Alla scoperta del vino cotto abruzzese

 In Vini

Lo ripetiamo spesso: l’enogastronomia è il più bel romanzo che una terra possa raccontare. Sì, un romanzo, perché è una bella storia, fatta anche di momenti difficili, ma anche lascia aperto lo spazio all’immaginazione e anche alla possibilità di un bel finale. Soprattutto quello di rendere ancora attuale il fascino e il mistero antico con cui determinati prodotti sono stati “inventati” o, semplicemente, trovati. Il caso del vino cotto abruzzese ne è una splendida testimonianza. Ascoltiamo questa storia.

Il raccolto dei contadini

Società Agricola Chiarieri

Chi vive della terra deve dipendere dai suoi cicli, dai suoi periodi e da tutti quei fenomeni climatici (caldo, pioggia, vento) che sono sia garanzia di crescita e sviluppo che potenzialmente motivo di distruzione. Capita spesso, infatti, che i raccolti vanno a male e le produzioni agricole ne risentono in maniera così pesante che in molti casi, specie nelle zone più povere, i morsi della fame possono condurre o alla disperazione o alla creatività. Il vino cotto abruzzese è figlio di quest’ultima.

La nascita del vino cotto avviene dalla stringente necessità di ritrovarsi solamente con l’uva rovinata. Capitava spesso, infatti, che a fronte di raccolti peggiori del solito, i proprietari terrieri pretendessero l’uva migliore, lasciando ai contadini quella più danneggiata. I contadini, per evitare di rimanere senza vino e vanificare le fatiche e i sacrifici stagionali, inventarono la tecnica di produzione che portò alla nascita del vino cotto. Un procedimento capace di migliorare la qualità e la durata del vino, consentendo ai contadini di poter contare sempre su questa preziosa bevanda.

La produzione del vino cotto

Per preparare il vino cotto in Abruzzo si è ripresa un’antica tradizione greca, introdotta nell’Italia centrale in epoca molto antica. Questa tecnica di produzione prevedeva la cottura del mosto derivato dalla coltivazione delle uve sulle alberate, tramite l’utilizzo degli alberi da frutto o degli aceri. Tramite questo procedimento si effettuava l’interzatura, la riduzione a caldo (di circa un terzo del volume) del volume del mosto. Una volta terminata questa fase il prodotto ricavato veniva inserito nelle botti di legno, dove subiva la fermentazione, particolarmente lenta, e poi l’invecchiamento.

Un vino dolce per i dolci

Vino cotto Chiarieri - Neve

Il Vino Cotto Chiarieri – Neve è una delle migliori produzioni di questo prodotto tipico abruzzese. La preparazione avviene tramite l’ebollizione in un grande recipiente di rame, come da tradizione. Una volta terminata la cottura il vino viene inserito in carati di legno per un periodo che va dai dieci ai quaranta giorni. successivamente la fermentazione si protrae per almeno sei mesi. Questo è un vino riconoscibile dal caratteristico colore ambrato e al gusto risulta un significativo gusto caramellato, figlio di una grande complessità aromatica. Il vino cotto è un’ottima bevanda da gustare a fine pasto per accompagnare i dolci tipici abruzzesi, come le ferratelle, i bocconotti alle mandorle o, ancora, le tipiche crostate artigianali, soprattutto quelle di pesche con il cioccolato.

Curiosità sul vino cotto

Il vino cotto abruzzese presenta diverse varianti, che dipendono dal tipo produzione e soprattutto dalla durata del periodo d’invecchiamento. L’invecchiamento parte da un minimo di due anni e può arrivare anche a tempi molto più lunghi: in Abruzzo sono diverse le produzioni che vantano invecchiamenti centenari di questa bevanda.

Come abbiamo detto all’inizio l’enogastronomia è un romanzo eccellente, dove alle parole si sostituiscono i sapori e dove i capitoli lasciano il posto agli anni e ai secoli. Ma all’interno delle pagine di queste storie c’è sempre la vita delle persone che, con le loro vite, prendono parte alla grande storia della nostra regione. Una storia fatta anche e soprattutto di gioie e di motivi di festa. Il vino cotto, ad esempio, veniva solitamente preparato e imbottigliato in occasione della nascita di un figlio e quelle bottiglie venivano poi servite in occasione del suo matrimonio. Celebrando con gusto, dedizione e passione, due degli eventi più importanti della vita personale e sociale di una comunità.

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Daniele Di Geronimo

Sono nato nel maggio del 1986 in provincia di Roma. Laureato in Lettere, amante della lettura, della scrittura e di tutto ciò che la lettura e la scrittura possono significare nel mondo del web. Sono attivo sui maggiori social network.
Daniele Di Geronimo

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